Piccoli passi per un grande cambiamento: Prima Parte

Voler cambiare le cose aggirando i propri blocchi, con piccoli passi. Si può fare. L’analogia della montagna. (big change by small steps)

Se Ti trovi ai piedi di una montagna e guardi diritto verso la cima, penserai sia impossibile arrivarci.

Tornando a casa pensi che però ci sono persone che riescono a salire su quella montagna. Penserai, “ma come fanno?”.

Andando a letto, il pensiero di questa montagna per Te così insormontabile si scontra con quello che ha detto uno degli amici quella sera: “quanto è bella la via per giungere in cima”.

Ti svegli il giorno dopo come se fossi stato colpito da un raggio di luce. Non pensi unicamente alla cima della montagna, ma alla bellezza della via per raggiungerla. Il Tuo primo passo.

 Inizi a cercare in Internet informazioni sulla perdita di peso, sul movimento, sulla volontà delle persone, sulla montagna. E prendi una decisione: prendi un appuntamento con il/la nutrizionista che più Ti ispira fiducia e simpatia. Il Tuo secondo passo.

Dopo un mese, per Tua esclusiva volontà e convinzione, hai cambiato piccole cose della Tua vita. Mangi le cose che Ti fanno bene e fai una passeggiata di 40 minuti al giorno. Cosa mai fatta prima. Il Tuo terzo passo.

Due mesi dopo Ti rendi conto di come Ti senti meglio, senza avere stravolto la Tua vita. Hai perso 5 chilogrammi e non vuoi più mancare all’appuntamento con la Tua camminata, che spesso ormai supera l’ora o l’ora e mezzo, se Ti va e se il sole Ti bacia la fronte. Il Tuo quarto passo.

Dopo tre mesi da quella mattina Ti ricordi della montagna (per intenderci, non scrivo del raggiungimento della cima Monte Bianco o delle tre cime di Lavaredo, ma di una montagna figurata che persone allenate possono raggiungere senza attrezzi da scalata), della cima che vorresti tanto raggiungere. Stai bene. Sai anche che non basta ancora per raggiungere la cima, ma che sei sulla strada giusta. Il Tuo quinto passo.

Decidi da andare alla montagna. Ti fai accompagnare da una guida esperta. Arrivi a metà altezza della montagna. Più di quello che avevi pianificato, cioè un terzo. Sei stanco, ma felice. Non avresti mai pensato di arrivarci. Il Tuo sesto passo.

La storia continua e alla fine sapete immaginare quale sarà la fine. Che non è la fine, ma l’inizio di una vita consapevole e felice. Il cambiamento si può fare se lo si vuole, a piccoli passi. E potete anche fare qualche errore. Da quello imparerete e farete di meglio dopo.

Il cambiamento sarà effettuato salendo una scala con scalini piccoli, incrementando lentamente e continuamente le cose che si vogliono cambiare. Si impara tutta la vita, passo dopo passo (“longlife learning”).

Quando feci la maturità, ad inizio degli anni ’80, studiai, tra le 4 materie da portare agli esami, filosofia. Tra i filosofi sul piano di studi c’era tale Karl Popper (grazie Marco Thiele* che me lo hai ricordato). Semplificando moltissimo il pensiero di questo filosofo ed epistemologo (1902 –1994), Vi riporto il pensiero sull’ingegneria sociale frammentaria (piecemeal social engineering):

Popper mosse la Sua critica contro gli storicisti di predire il futuro sulla base di teorie che si limitano solo a confermare i fatti. Per Popper invece era più importante cercare possibili confutazioni (principio della falsificabilità). Infatti, molte teorie scientifiche vengono spesso confutate. La nostra conoscenza (io aggiungo, la nostra consapevolezza di noi stessi) cresce insieme agli errori che facciamo. Quindi proviamo, sbagliamo (trial and error) e poi adattiamo le nostre decisioni di conseguenza.

Quindi per Popper l’unica forma di ingegneria sociale che può essere razionalmente giustificata è quella su piccola scala, incrementale e continuamente modificata alla luce dell’esperienza. Come scrive Popper: “riconoscere i nostri errori e utilizzarli criticamente invece di perseverare in essi dogmaticamente”.

Preparati al Tuo personale cambiamento. Datti il tempo che serve per decidere i passi da fare. Fai questi passi con i Tuoi tempi, la Tua energia, la Tua volontà, senza costrizioni. Raggiungerai la cima, perché non solo hai superato ostacoli fisici, esterni, ma hai scansato dalla Tua strada le Tue convinzioni interne che Ti hanno limitato fino ad ora (ricordate Tim Gallwey, citato in un mio precedente articolo? Come affrontare e gestire il cambiamento | Fabrizio Galli Zugaro). Se lo vuoi, regalati il supporto di un/una Coach professionista che Ti supporti nel vincere sulle convinzioni che Ti limitano. “Tu sei il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, disse Mahatma Gandhi.

Chiudo con un’altra citazione:  “Il cambiamento graduale e non traumatico aiuta la mente umana ad aggirare le paure che ostacolano la creatività e la realizzazione personale.” (Robert D. Maurer, Fisico).

Buon cambiamento!

Un grazie all’amico da quasi 50 anni Marco R. Thiele*, Ingegnere, Presidente di Streamsim Technologies e Docente presso l’Università di Stanford, per avermi dato l’ispirazione per questo articolo.

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